20 Agosto 2026
Camporeale (PA) – In Sicilia, tra filari di vite, ulivi, mandorli e campi coltivati secondo i principi dell’agroecologia, esiste una realtà che ha scelto di percorrere una strada diversa. La cooperativa Valdibella non nasce per produrre semplicemente cibo, ma per dimostrare che agricoltura, giustizia sociale e legalità possono crescere insieme.


Agricoltura sostenibile, biodiversità e valorizzazione del territorio.


Lavoro dignitoso, inclusione e riscatto attraverso una cooperativa libera dalle mafie.
È con questa frase, semplice ma carica di significato, che Massimiliano Solano sceglie di presentarsi. Prima ancora di essere il presidente della cooperativa Valdibella, è un uomo cresciuto tra i campi, accanto al padre, osservando la terra e imparando a conoscerne tempi, difficoltà e potenzialità.
Il suo percorso, però, non è stato lineare. Dopo gli studi in agraria, si rende conto che il modello agricolo dominante, fondato sulle grandi produzioni, sulle monocolture e sulle filiere industriali, non rappresenta il futuro che immagina. Quell’agricoltura punta soprattutto alla produttività; lui, invece, sente il bisogno di costruire qualcosa che rimetta al centro il rapporto tra persone, territorio e natura.
Da questa consapevolezza nasce un primo gruppo di agricoltori che sceglie di convertire le proprie aziende al biologico. È il seme di quello che, poco dopo, diventerà Valdibella. L’incontro con una comunità che ospitava giovani in affidamento giudiziario dà infatti una nuova direzione al progetto: il lavoro agricolo smette di essere soltanto un’attività economica e diventa anche uno strumento educativo, di inclusione sociale e di crescita collettiva.
Ancora oggi quello spirito continua a guidare la cooperativa. Valdibella non è semplicemente un’azienda agricola, ma una rete di piccoli produttori che condividono trasformazione, commercializzazione e servizi senza rinunciare alla propria autonomia. Una comunità che ha scelto di collaborare invece di competere, dimostrando che un altro modo di fare agricoltura non solo è possibile, ma esiste già.
Valdibella non è un’unica azienda agricola.
È una rete di piccoli produttori che hanno deciso di condividere ciò che da soli sarebbe difficile sostenere: la trasformazione dei prodotti, la logistica, la commercializzazione e l’organizzazione. Ogni socio continua a coltivare la propria terra, ma trova nella cooperativa uno spazio di collaborazione anziché di competizione. È questa la forza del progetto: dimostrare che la cooperazione non limita l’autonomia degli agricoltori, ma la rafforza.
Negli anni la cooperativa è cresciuta insieme ai suoi soci. Dalle colture tradizionali, come vite e ulivo, ha ampliato progressivamente le produzioni introducendo grani antichi, legumi, mandorli, melograni, agrumi e altre colture. Questa scelta non nasce da esigenze di mercato, ma da una precisa visione agroecologica.
Per Solano la biodiversità non è una parola di moda. È il principio che permette a un’azienda agricola di assomigliare a un ecosistema naturale. Dove convivono specie diverse aumenta la fertilità del suolo, si riducono naturalmente molti problemi fitosanitari e l’azienda diventa più resiliente ai cambiamenti climatici ed economici. È l’esatto opposto della monocoltura industriale, che impoverisce il terreno e rende il sistema più fragile.
Anche quando si parla di cambiamento climatico, Solano invita a non cercare soluzioni semplicistiche.
La vera risposta, sostiene, è cambiare il modo in cui produciamo il cibo. L’agroecologia non rappresenta un punto di arrivo, ma un percorso continuo di miglioramento, fatto di osservazione, formazione e capacità di rimettersi continuamente in discussione.
A Valdibella sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale non possono essere separate. Lo racconta bene la frase che accompagna la cooperativa da anni: «Valdibella è un progetto agricolo dove tutte le risorse, umane e naturali, trovano la propria realizzazione».
Un principio che si traduce nell’inclusione lavorativa di persone provenienti da percorsi fragili, nella collaborazione con l’associazione No Cap e nella convinzione che nessun prodotto possa dirsi davvero sostenibile se nasce dallo sfruttamento delle persone.
La stessa attenzione viene dedicata alla formazione. Per questo la cooperativa ha creato la Scuola Pratica di Agroecologia, un luogo dove agricoltori, tecnici ed esperti condividono esperienze e conoscenze. Per Solano un’agricoltura consapevole è un’agricoltura più libera, capace di scegliere autonomamente il proprio futuro.
In una terra che per decenni ha dovuto fare i conti con la criminalità organizzata, Valdibella ha scelto di esporsi pubblicamente aderendo ad Addiopizzo.
Ogni prodotto racconta così anche una scelta di campo: costruire un’economia agricola libera dai condizionamenti mafiosi e capace di generare fiducia nelle comunità locali. Lo stesso vale per il contrasto al caporalato, che secondo Solano non può essere affrontato soltanto punendo chi sfrutta, ma cambiando un sistema economico che troppo spesso schiaccia gli agricoltori e li spinge a scaricare quella pressione sui lavoratori e sull’ambiente.
Dopo oltre un’ora di conversazione resta soprattutto una parola: comunità.
Per Massimiliano Solano il futuro dell’agricoltura non dipende soltanto dagli agricoltori, ma anche dai cittadini. Ogni scelta di acquisto, ogni relazione costruita con chi produce il nostro cibo, ogni comunità che decide di sostenere un’agricoltura etica contribuisce a disegnare il modello del domani.
È forse questa l’eredità più importante che lascia la storia di Valdibella. La sostenibilità non è uno slogan, né un’etichetta da applicare a un prodotto. È una pratica quotidiana fatta di cura, biodiversità, inclusione, legalità e relazioni. Ed è proprio dando voce a esperienze come questa che diventa possibile immaginare un’economia diversa, capace di restituire valore alla terra e alle persone che la coltivano.
Articolo a cura di Sapere x Agire, La Bottega Solidale e il Centro Educazione Nazionale Altromercato